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28 marzo 2022


Con oggi decido di mettere qui, su questa pagina bianca, le mie riflessioni perché questa modalità mi da la sensazione che un giorno potranno essere d’ispirazione per qualcun altro. Troppo ego? Non credo, perché quando siamo in viaggio per tornare a Casa è bene condividere. Scrivere mi ha sempre fatto bene; mi ha consentito di chiarirmi ad un livello più profondo e condividere mi è stato sempre utile perché attraverso la storia, le emozioni e le comprensioni di un’altra persona ho potuto allargare la mia visione ed aprire la mia mente a nuove possibilità. Quindi, adesso, sto dando il via ad accogliere l’invito dei Delfini che mi hanno incitata a scrivere perché “amano il modo in cui lascio fluire le parole; parole che portano Luce”.


E che sia proprio questo il dono particolare di cui sto andando tanto in cerca, volgendo a ritroso le mie memorie, spingendomi fino ad Atlantide ed oltre, a Lemuria? E se anche non dovessi mai scoprirlo certamente scrivere fa bene a me, può far bene agli altri e quindi è una cosa che posso offrire a me stessa ed al mondo. Quindi è un dono! Il dono che è stato con me fin da quando avevo 9 anni e ne feci l’entusiasmante scoperta in 5° elementare! Ricordo ancora come successe; ricordo la traccia di quel tema datoci dalla maestra; ricordo le emozioni che provai come se stesse accadendo proprio ora. Infatti, mentre sto scrivendo, sono attraversata da brividi di Energia! L’Amore che tanto cerco?.....


Fu il primo tema vero e proprio a cui ebbi l’opportunità di dedicarmi ed inventai una storia. Una bella storia. Oggi potrebbe essere definita una “storia bio oppure green”. E mi scappa una risatella! La maestra ci dettò questa traccia “Un abete racconta la sua storia”


Evidentemente eravamo durante il periodo natalizio… Così cominciai a raccontare che un abete era stato sradicato dalle alte cime delle Dolomiti per andare a colorare quei giorni di festa nelle case della gente. E sentivo la sua sofferenza per il destino che gli si stava preannunciando, tra le mura di un appartamento cittadino, magari senza l’amore e le cure necessarie per la sua vita. Ma lui era un abete fortunato perché si ritrovò in una casa dove c’erano una sorellina ed un fratellino entusiasti della sua presenza e che lo vestirono con gioia di tanti colori e festosità.

Ogni giorno gli andavano vicino e lo guardavano con amore senza sapere che era proprio il loro amore a nutrirlo e a tenerlo in vita. Si trattenevano intorno a lui ammirandolo e gioendo della usa presenza nella loro vita. L’alberello in questo modo sentiva di essere ancora vivo e che il suo viaggio fino a questa casa non era stato un inutile tentativo di procrastinare la sua morte perché i due bambini gli volevano davvero bene.

Finite le feste, quando si vide togliere di dosso tutte le luci e tutta l’allegria, allora sì che ebbe proprio paura di morire… I suoi sensi gli avevano raccontato, portata dal vento e dall’ondeggiare delle fronde degli altri suoi familiari, una storia spaventosa : la storia di tanti e tanti altri abeti, più grandi, più piccoli o più maestosi di lui, che finivano la loro vita davvero molto tristemente, gettati a terra, lungo i marciapiedi delle grandi città, nella melma e nelle pozzanghere oppure in un rigagnolo all’angolo di una strada. Suppellettili ormai inutili in un mondo dove tutto è considerato un bene transitorio, da poter “utilizzare” finchè è utile e poi da smaltire come un vecchio rifiuto urbano.

Lo stormire delle foglie al vento ed il vento stesso gli avevano detto che l’uomo, oggi, troppo facilmente ha dimenticato cosa significa “voler bene”. Sul pianeta terra l’uomo di quest’epoca ha dimenticato che siamo tutti espressione di un’unica Natura e che solo la forma esteriore cambia da specie a specie, perché il soffio di vita è lo stesso in tutti. Il nostro abete non era grande, era un abete giovincello ma ogni sua cellula conservava la memoria della vita così com’è , quindi lui tremava, non per il freddo, ma di paura, per ciò che lo attendeva di lì a qualche giorno. Sarebbe morto davvero allora, non c’era più niente da fare a questo punto. Avrebbe soltanto voluto morire imprimendo nella sua memoria, come desiderio futuro, la visione delle alte cime innevate, per poter nascere nuovamente là e restarci per un tempo infinito…

Con sua sorpresa, però, i due fratellini, dopo averlo delicatamente spogliato delle luci e dei colori, lo portarono fuori ad una bella terrazza e dopo aver riempito un vaso di terreno, lo conficcarono là dentro. L’abete sentì il Cuore dei bambini che parlava del desiderio che potessero attecchire radici, radici tanto profonde da poter vivere ancora tanto, tanto tempo anche se non sulle sue alte cime innevate..

In questo modo l’abete avrebbe potuto creare una storia nuova per i posteri e per la sua famiglia di alberi; avrebbe potuto affidare al vento la sua nuova storia : una storia che racconta che spesso basta solo l’Amore per poter far vivere una Vita seppure in condizioni non favorevoli, perché la consapevolezza che c’è qualcun altro, di altra specie, che ci ha riconosciuto e per il quale la nostra vita è importante, è il nutrimento di cui tutti abbiamo bisogno.


Scrivendo questo primo tema della mia vita fu tanto forte l’emozione che mi venne la febbre altissima. Ricordo perfettamente che l’emozione fu dovuta a due motivi : avere creato una storia bella e di speranza, e avere scoperto quanto mi piacesse scrivere.

E così, come spesso mi accade quando mi seggo davanti ad un foglio bianco, inizio a parlare di qualcosa ma poi le parole cominciano ad andare dove vogliono e prendono a raccontare quello che decidono loro. In realtà, mi sto ritrovando a pensare che io mi offro come strumento alle parole affinchè possano raccontare quello che scelgono e che, evidentemente, è la cosa più vera e significativa.


Elena, dopo il trattamento, me lo aveva detto : “ tu scrivi, poi, magari scrivendo, capirai qualcosa….” Grazie Elena e grazie anche a me perché è bene che io onori anche la mia capacità di aver colto l’invito e di essermi aperta a quest’opportunità.

Da molti anni non stavo più scrivendo perché il modo in cui avevo scritto fino ad allora non mi corrispondeva più e non sapevo cosa scrivere… Non che oggi io lo sappia ma sto facendo una cosa diversa e nuova : non so cosa scrivere, ma lascio fluire le parole che arrivano a me…


Dopo aver ricevuto il trattamento da Elena la mia mente ha fatto il pensiero che con me e con mio fratello si interrompe una catena genealogica di dolore e di angoscia. Durante gli anni della nostra ricerca introspettiva io e Gianluca ci siamo molto spesso confrontati su questo aspetto, con analoghe considerazioni.


Non è stato un triste pensiero; al contrario, mi porta gioia, luce e speranza. Questo è un tratto di me nuovo, o meglio, il pensiero che la mia mente ha prodotto è r i n n o v a t o! Sì perché ora è illuminato dalla Luce, mentre fino all’ultima volta era stato un pensiero che portava con sé un po’ di tristezza. L’idea che nostra mamma sia figlia unica e che sia io che Gianluca non abbiamo messo al mondo figli mi portava la sensazione di una “fine”.


Fine di una storia familiare, fine di una saga, fine di una generazione. Invece, oggi, mi porta una sensazione di libertà e di apertura su uno scenario completamente nuovo. E' una storia nuova, tutta da riscrivere quella della nostra famiglia, magari in un altro mondo, chissà. Ed ecco che ora la mia mente prende a fantasticare come ama tanto fare…. Però, mi dico, finchè si tratta di fare belle fantasie va tutto bene, o no?

Stefania Stellacci
Sono stata sociologa, criminologa e giornalista; ho collaborato con il Tribunale dei minorenni di Napoli; sono stata giudice onorario presso il Tribunale di Sorveglianza di Napoli; ho svolto consulenze presso il Carcere femminile di Pozzuoli (Na) . Tutto questo in una fase della mia vita fino al 2012. Da allora in poi : con il II livello di REIKI sistema USUI di riequilibrio energetico faccio trattamenti in presenza ed anche a distanza Conduco corsi di meditazione ( non ho alcun attestato che mi qualifica in tal senso, se non la mia pratica regolare e continua da 32 anni con Maestri delle più diverse tradizioni spirituali i cui insegnamenti ho seguito anche all’estero ) Sono Maestra e lettrice di Registri Akashici; faccio letture anche a distanza; Sono Maestra del sistema di riequilibrio energetico con i Delfini di Altlantide; faccio trattamenti in presenza e a distanza. e-mail: stefaniastellacci2014@gmail.com cell. 3468494551

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